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IL CENTRO SINISTRA SI AFFERMA OVUNQUE
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Per Cuggiono e Magnago inizia una nuova storia fatta di passione per la buona politica ! Tutto il PD del Castanese dice grazie ai neo Sindaci di Cuggiono Flavio Polloni e Carla Picco di Magnago.
Le straordinarie e larghissime vittorie ottenute da Flavio Polloni con la lista Cuggiono Democratica e quella di Carla Picco con la lista " Progetto: CAMBIARE" sostenuta da PD IDV UDC e società civile e indipendenti ci fanno dire che è finalmente iniziata una nuova stagione amministrativa e politica nel Castanese. Poi che dire, Carla Picco è la prima donna che diventa Sindaco di Magnago. La proposta e il progetto amministrativo i candidati Sindaci e più in generale la squadra hanno fatto dire ai cittadini di Cuggiono e Magnago CAMBIAMO! Diamo fiducia a chi ha un'idea della politica e dell'amministrare innovativo, fatta di vicinanza alla Comunità, solidamente ancorata ai valori ed uniti per il bene dei cttadini.
L'ampiezza del successo e il fatto che "Cuggiono Democratica" e "Progetto: CAMBIARE" portano in Consiglio Comunale molti giovani sono fatti importanti.
L'impegno e la passione di tutti coloro che hanno reso possibile questi successi hanno di fatto dato anche un messaggio che si può vincere anche senza spendere quantità di euro significative, se si hanno buone idee e progetti utili alla comunità, candidati capaci e stimati e si fa una campagna elettorale incontrando cittadine e cittadine discutendo con loro.
Il vento cambia e porta un profumo di buona politica!
Canio Trione Segretazio Zona PD Castanese
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RISULTATI DEFINITIVI ELEZIONI COMUNALI
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QUELLO CHE DEVI SAPERE SULLA SCUOLA
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LA LEGA HA FALLITO. PER SAPERNE DI PIU' SEGUI I LINK
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SI VOLTA PAGINA
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A poche ore dal voto e dopo una prima analisi risulta evidente che il Partito Democratico, sulla scia del voto amministrativo milanese della scorsa primavera, rafforza il suo ruolo all’interno dell’area metropolitana milanese.
Già due dei dodici Comuni sopra i 15 mila abitanti vedono la coalizione di centrosinistra vittoriosa al primo turno: eletti i Sindaci Eugenio Comincini, confermato al secondo mandato a Cernusco sul Naviglio, e Paola Festa, pronto per il suo primo mandato a Pieve Emanuele. Nei restanti 10 Comuni la coalizione di centrosinistra si presenta al ballottaggio in vantaggio e in molti di questi lo scarto con gli sfidanti è ampio. Il Partito Democratico si attesta nei grandi centri su una percentuale media del 24,5%, con picchi al di sopra del 30% in Paesi come Cernusco, Garbagnate, Magenta e San Donato. Questa tornata amministrativa ci vede vincitori anche nei piccoli Comuni, quelli al di sotto dei 15 mila abitanti, dove le liste civiche di centrosinistra vincono in 13 su 14. Su un totale di 26 Comuni al voto, 17 avevano un’amministrazione uscente di centrodestra, il dato del primo turno risulta essere quindi ancor più significativo. Pdl e Lega Nord sono ridotti ai minimi termini e questo è un dato politico di primaria importanza. Il centrodestra paga anni di malgoverno, non solo a Roma, ma anche nei tanti Comuni in cui si è misurato con i problemi reali della gente. L’epoca dei messaggi mirabolanti e delle promesse farlocche è finalmente finita e lascia il posto alla serietà dei progetti e alla buona politica. Il Partito Democratico Milanese è riuscito a tradurre in voti il desiderio di cambiamento di tanti cittadini, tuttavia non possiamo nascondere l’esistenza di un problema di carenza di partecipazione dei cittadini della quale i partiti devono farsi interpreti. Certamente l’astensione e l’affermazione della lista 5 stelle sono due elementi che ci devono far riflettere: sarebbe un grave errore derubricarli come antipolitica, perché è evidente che in realtà sono una forte domanda di buona politica È nostro dovere fin da subito impegnarci nei Comuni dove si andrà ai ballottaggi che si svolgeranno fra due settimane. Un buon risultato anche in questa tornata elettorale garantirebbe un ruolo di guida al Partito Democratico e una ulteriore legittimazione agli occhi dei cittadini nei confronti dei quali siamo chiamati a dare ulteriori risposte chiare sulle modalità con le quali intendiamo affrontare questa grave crisi economica e sociale, sul terreno della trasparenza totale e delle modalità di partecipazione attiva alla vita delle istituzioni. Il fatto che il PD, nell’area metropolitana milanese, sia in buona salute e si accinga a governare molti Comuni della provincia significa che siamo sulla strada giusta.
Roberto Cornelli Segretario Pd Area Metropolitana Milanese
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DA "STATISTA" A "TERRORISTA": LA METAMORFOSI DI BOSSI
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Disperato per essere stato messo all'angolo, dopo 15 anni di nulla, Bossi e la sua Lega Nord continua a non proporre nulla al paese. Oggi per far parlare di se stesso, veste i panni del terrorista, con le minacce a Monti, con il suo avviso demenziale che il nord potrebbe farlo fuori. Un partito personale che ha preso in giro milioni di italiani e oggi è incapace di una qualsisi proposta. Anzi, mette la mordaccia a chi guarda al futuro (Maroni, Tosi,...) forse perchè il futuro non prevede spazi politici per Bossi e il cerchio magico e quindi: "muoia Sansone e tutti i filistei". L'oblio sarà la peggior medicina per Bossi, un uomo che ha tenuto in scacco un paese intero e oggi scopriamo che nel suo sangue scorre il germe del terrorismo. "Rischia la vita, il Nord lo farà fuori" è la frase di un terrorista, non di un politico e questo ci dice come pericoloso sia il pensiero leghista portato all'eccesso. A Monti la mia più completa e totale solidarietà.
Attilio Gusmaroli
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COMUNICATO STAMPA
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PARCO DEL TICINO, il futuro torna nelle mani dei Sindaci del suo territorio? Il Partito Democratico della Zona Castanese spera di sì
Il Partito Democratico della Zona Castanese saluta positivamente la scelta fatta dalla quasi totalità dei Sindaci componenti l’Assemblea Sabato 28 a Magenta nell’Assemblea del Parco Ticino che doveva eleggere il Presidente. Infatti l’approvazione di 44 enti su 48 (4 astenuti) di un documento che individua in maniera condivisa i temi rilevanti per il futuro del Parco che ricordiamo è un bene dell’UNESCO, è un fatto importante e segna la volontà del Territorio di essere protagonista del futuro di una sua risorsa strategica ambientale, economica, sociale e culturale qual è il Parco del Ticino. I Sindaci con l’approvazione di questo documento hanno anche ottenuto di rinviare la nomina del Presidente a dopo la predisposizione del documento programmatico che verrà elaborato dall’ Assemblea dei Sindaci affinchè diventi vincolante per i candidati presidente e del Consiglio di Gestione. Pertanto il PD del Castanese esprime soddisfazione per il fatto che la costruzione di politiche e strategie relativamente ai temi contenuti nel documento approvato verrà fatta dall’Assemblea dei Sindaci in maniera unitaria. Il PD del Castanese valuta positivamente che il Territorio con i suoi rappresentanti Istituzionali (Sindaci) ha fatto prevalere “il bene comune” a logiche anacronistiche riconducibili esclusivamente a incarichi, magari calati dall’alto e senza precisi impegni programmatici.
La Segreteria del PD del Castanese
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AZIENDE IN CRISI: VOTATO IL DOCUMENTO DELL'OPPOSIZIONE Gaffuri: "La Commissione competente aggredisca i problemi dell'industria lombarda" Ricalibrare gli strumenti di contrasto alla crisi e di sostegno alle imprese affinché l'economia lombarda possa ricominciare a crescere e iniziare un nuovo ciclo. Impegnare la Giunta a prolungare gli ammortizzatori sociali per il 2012, istituire una cabina di regia con le parti sociali per monitorare i problemi più acuti; far leva sulle varie forme esistenti di aggregazioni di imprese, difendere i vari distretti produttivi. Sono queste le principali proposte uscite dal Consiglio regionale di martedì, un Consiglio interamente dedicato alla grave situazione di crisi industriale e produttiva che da alcuni mesi attanaglia la Lombardia e le sue imprese. Il documento voluto dall'opposizione e votato all'unanimità dall'Aula sono una prima risposta alle richieste pressanti dei lavoratori in mobilità, cassintegrati, licenziati, precari, che da due settimane chiedono, con la loro presenza diretta, a Regione Lombardia interventi concreti e immediati. "Sinora la Lombardia - attacca il capogruppo del Pd Luca Gaffuri -ha attivato politiche industriali inefficaci che, a prescindere dalla crisi dei mercati e dalla congiuntura economica europea e italiana, hanno portato la nostra regione ad una contrazione del meno 8% e ad una crescita che l'ha relegata agli ultimi posti tra le regioni europee. E' ora il momento che la politica prenda in mano la situazione, che la Commissione competente aggredisca i problemi, prima di tutto ridisegnando quello che è il settore più importante dell'industria lombarda, ossia il settore manifatturiero, che oggi non è più quello di prima, è passato dalla sola produzione alla vendita di sistemi e servizi integrati e vale il 27% dell'industria manifatturiera italiana. E poi completando l'iter dello Statuto della piccola e media impresa, e ancora, sostenendo i distretti del made in Italy come quello della moda, del design, della ricerca e innovazione. Con il nostro ordine del giorno oggi abbiamo fatto un primo passo importante".
REGIONE AVARA CON COMUNI E PROVINCE 70 milioni per il patto di stabilità territoriale, mentre il Piemonte ne stanzia 370 "Bene il patto di stabilità territoriale, ma 70 milioni sono davvero pochi rispetto a quanto sono riuscite a fare regioni con bilanci più modesti". Commenta così Enrico Brambilla, capogruppo del PD in commissione bilancio del Consiglio regionale, la messa a disposizione da parte della Regione di una dotazione di settanta milioni di euro in favore di comuni e province per permettere loro di allentare il giogo del patto di stabilità interno. La decisione era stata presa in commissione con il voto positivo del PD, che però non risparmia rilievi sulla sua effettiva attuazione. "L'idea in sé è buona - continua Brambilla - ma se ad esempio il Piemonte ha messo a disposizione 370 milioni la Lombardia non si è dimostrata altrettanto attenta alle esigenze degli enti locali, pur con un bilancio ben più consistente. E consideriamo il fatto che dopo la sperimentazione del 2009 la Regione ha anche "saltato" il 2010". Anche sul meccanismo di assegnazione il PD ha qualcosa da rimproverare alla Regione: "La quantità che viene riservata ai cosiddetti comuni virtuosi è esigua: solo il 5%. La quasi totalità viene invece proporzionata ai residui in conto capitale nei bilanci di ciascun ente. È un modo per nascondere i pesanti tagli ai danni dei comuni e delle province che, nonostante l'avvio del federalismo fiscale, non ce la fanno proprio più".
I VENTI DELLA CRISI GRECA RISCHIANO DI COLPIRE LA LOMBARDIA I titolo di stato ellenici saranno rimborsati al 50%. La Regione ne detiene per 153 milioni nel fondo di accantonamento del Bond Il taglio al 50% del rimborso dei bond greci deciso mercoledì notte a Bruxelles per salvare la Grecia dal fallimento potrebbe avere un impatto fortemente negativo sul costo finale del Bond Lombardia, il prestito trentennale per un miliardo di dollari che la Regione nel 2002 chiese alle banche di collocare sul mercato. L'haircut è in via di definizione in queste ore presso le autorità monetarie dell'Unione: quel che è chiaro delle decisioni assunte in sede europea è l'entità del rimborso, il 50%, mentre non sono ancora chiari i contorni dell'operazione e, con essi, tutte le implicazioni. Quel che è certo è che le banche che gestiscono il fondo di accantonamento del bond Lombardia hanno messo in pancia titoli di stato greci con scadenza al 2028 per 153 milioni di euro. Ma non è l'unico motivo di preoccupazione per i tecnici della Regione. Oltre che con la volatilità dei titoli sovrani il bond Lombardia deve fare i conti fino in fondo con la questione dei costi impliciti. Dopo la certificazione da parte della procura di Milano dell'esistenza di costi occulti - secondo l'esperto nominato dalla magistratura milanese pari a 90 milioni di euro, molto più dei 40 milioni che il board di esperti nominati dal Consiglio regionale indicò lo scorso anno nella sua relazione - che le banche avrebbero caricato indebitamente sulla Regione. E per questo la Lombardia ha promosso un'azione legale verso le banche stesse. "Proprio questa settimana - spiega Enrico Brambilla - la giunta regionale ha deliberato di intraprendere l'azione di autotutela nei confronti delle banche per i costi occulti. I nostri allarmi sono stati a lungo inascoltati e in aggiunta, in un periodo già difficile, la Lombardia rischia di ritrovarsi a perdere risorse preziose". Il PD ha richiesto subito alla commissione l'audizione dell'assessore al bilancio. "L'assessore Colozzi - aggiunge Brambilla - deve riferire su quali siano i rischi per i soldi dei lombardi e quali scelte fare ora: se tenere i titoli fino alla scadenza naturale rinviando la scelta o porre fine anticipatamente a questa avventura di cui da tempo, inascoltati, avevamo evidenziato possibili storture".
VOUCHER DI CONCILIAZIONE: CHIESTA UNA PROROGA Gaffuri: "Ci sono famiglie in difficoltà cui deve essere data la possibilità di spendere i restanti bonus per i servizi previsti" Lo strumento dei voucher di conciliazione emessi da Regione Lombardia a favore dei lavoratori che ne hanno diritto e delle loro famiglie, che aveva già ottenuto di essere prorogato su richiesta del Pd in modo che un numero sempre più significativo di persone in stato di necessità ne potesse beneficiare, ora rischia di non poter più essere utilizzato dopo il 31 ottobre. Questa infatti la data di scadenza prevista dall'Assessorato per usufruire dei servizi di conciliazione previsti come nidi, micronidi, baby sitting, servizi di accompagnamento, ecc.. Anzi, già oggi, come segnalato da diversi soggetti, risulta essere stato respinto agli sportelli comunali per problemi di natura burocratica. "Chiediamo all'Assessore di prorogare questa misura importante per molte famiglie lombarde oltre la fine del mese - spiegano il capogruppo Luca Gaffuri e il consigliere Agostino Alloni - Se il nostro appello non verrà raccolto, lo formalizzeremo nella prima seduta utile di Consiglio regionale attraverso un'interrogazione a risposta immediata. Anche perché le famiglie in stato di difficoltà che non ce la fanno a pagare e quindi avrebbe pagato i servizi con i voucher, alla fine chiederanno proprio ai comuni stessi di farsi carico delle rette".
ANCHE LA MAGGIORANZA RICONOSCE L'IMPORTANZA DEI DISTRETTI Si riparte dalla mozione di Gaffuri che chiedeva più efficaci politiche industrialiL'importanza dei distretti per lo sviluppo e per la competitività lombarda, già richiesto dal Pd attraverso una mozione in Consiglio regionale la settimana precedente, è stata riconosciuta come elemento portante del sistema anche dalla maggioranza che martedì in Aula ha approvato il documento dell'opposizione per il rilancio industriale.La mozione presentata da Luca Gaffuri impegnava la Giunta ad agire con efficaci politiche di indirizzo delle risorse verso i distretti e verso le imprese. "I distretti - ha detto Gaffuri - sono un volano per la competitività dell'impresa lombarda e, così come le reti d'impresa, possono offrire sostegno all'internazionalizzazione, all'innovazione e alla crescita soprattutto della PMI. Occorre ora, come ha riconosciuto lo stesso consigliere del Pdl Mario Sala in Aula, ridefinire la nozione di distretto e meta-distretto anche alla luce delle filiere produttive emergenti, aggiornando criteri, distribuzione delle risorse e forme di coordinamento".
NO AI TEMPI E AI MODI SCELTI PER LA RIDUZIONE DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI Presentata una mozione per impegnare la Giunta ad intervenire nei confronti del MIUR La manovra finanziaria approvata quest'estate sta generando complessi problemi anche nel mondo scolastico, dato che secondo l'articolo 19 si impone di attuare, entro il 31 dicembre prossimo, un dimensionamento degli istituti scolastici comprensivi in tutte le regioni. Secondo la legge, infatti, dovranno avere almeno mille studenti, ad esclusione di quelli dei comuni montani e delle piccole isole, dove il limite minimo sarà 300. Tale dimensionamento dovrà essere attuato senza che sia stato possibile per i Comuni, data l'esiguità del tempo previsto dalla legge per l'attuazione, consultare i soggetti istituzionali coinvolti. Sulla questione sono intervenuti i consiglieri del Pd che hanno presentato una mozione - primi firmatari la vicepresidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi e Fabio Pizzul, alla Giunta regionale per dichiarare la propria posizione negativa ai tempi e ai modi scelti per la riduzione delle istituzioni scolastiche in Lombardia. "Da notare - hanno dichiataro Valmaggi e Pizzul - che in Lombardia già ad oggi la media degli alunni per istituto è di 880 e questo grazie al fatto che è già stata attuata una riorganizzazione della rete scolastica. Il risultato è duplice: una situazione di incertezza per tante famiglie che non sanno a quale scuola potranno iscrivere i propri figli e il rischio per i Comuni, già allo stremo per i tagli subiti, di doversi accollare i costi aggiuntivi dell'operazione, quali quelli per i trasporti e la riorganizzazione degli spazi. Per questo - hanno aggiunto i due esponenti del Pd - nella mozione sollecitiamo la Giunta regionale a chiedere al Ministero dell'Istruzione un'applicazione graduale della legge, un rinvio della data di scadenza, il 31 dicembre prossimo, troppo vicino per essere rispettato. Chiediamo, inoltre, un'applicazione non rigida del criterio dei mille alunni e la sua applicazione secondo una media di carattere regionale". La discussione e la votazione della mozione sarà calendarizzata per la prossima seduta di Consiglio regionale. BANDO DI CONTRIBUZIONE AGLI ENTI PUBBLICI PER PROGETTI DI MOBILITÀ SOSTENIBILE E A BASSO CONSUMO ENERGETICO (D.D.U.O. 8298/2009) PROROGATI I TERMINI Scadenza: 31 dicembre 2011 BANDO DI CONTRIBUZIONE AGLI ENTI PUBBLICI PER PROGETTI DI MOBILITÀ SOSTENIBILE E A BASSO CONSUMO ENERGETICO (D.D.U.O. 8298/2009) PROROGATI I TERMINI Finalità: contributi agli Enti pubblici per incentivare interventi riguardanti il parco veicoli utilizzato a fini istituzionali di mobilità sostenibile e a basso consumo energetico, acquisizione tramite acquisto o noleggio a lungo termine servizi di car sharing a fini istituzionali, trasformazione impianti di alimentazione a metano/GPL Beneficiari: Comuni, Unioni di Comuni, Province, Consorzi, Enti dipendenti, Enti sanitari ed Enti del Sistema regionale Scadenza: 31 dicembre 2011 link: http://www.regione.lombardia.it/shared/ccurl/451/1016/DGR209960_29_07_2009,0.pdf
RIFIUTI - SENZA SOLDI No del Pd al piano di gestione dei rifiuti voluto da Regione Lombardia: mancano priorità e risorse finanziarie No al piano della gestione dei rifiuti pensato dalla Giunta regionale. Lo ha detto il Gruppo regionale del Partito democratico in commissione Ambiente, quando si trattava di votare l'Atto di indirizzi in materia di programmazione della gestione dei rifiuti, sottoposto appunto al Consiglio dalla Giunta. "Questa proposta che ha anche elementi condivisibili in quanto si rifà alle normative nazionali ed europee più avanzate, non è una reale programmazione poiché mancano elementi fondamentali come le indicazioni delle priorità e soprattutto non vengono esplicitate le risorse finanziarie - spiega Giuseppe Villani, consigliere e referente del Pd in commissione Ambiente -. In questo modo rimaniamo nella logica dell'annuncio e non in un vero via libera all'azione". Cosa manca, in sostanza, a questo piano, secondo il Pd, e che ha indotto i consiglieri a votare contro al provvedimento? Villani risponde per punti: "L'atto della Regione non prevede i due interventi finalizzati alla diffusione in tutta la Lombardia della percentuale di raccolta differenziata, ovvero il 65% entro il 31 dicembre 2012, cioè il passaggio da tassa a tariffa e l'obbligatorietà del rispetto della legge nazionale. Altro aspetto importante è la partita della gestione dei rifiuti speciali per i quali, anche se la normativa nazionale non lo consente pienamente, occorrerebbe una programmazione regionale, onde evitare i danni ambientali, gli abusivismi e i traffici illegali. Per questo abbiamo proposto un'iniziativa consiliare per una modifica della normativa nazionale, introducendo elementi necessari all'autosufficienza regionale. Sempre su questo tema, particolare importanza è stata sottolineata per quanto riguarda lo smaltimento dei materiali contenenti amianto. Su questi ultimi abbiamo proposto alla Giunta di passare dalle intenzioni ai fatti prevedendo un censimento dell'amianto presente in Lombardia, incentivi per la sostituzione dei tetti in amianto con tetti fotovoltaici, la certificazione, da parte della Regione, delle nuove tecnologie per lo smaltimento dell'amianto alternative alla discarica, e soprattutto l'individuazione di siti di smaltimento per bacini provinciali per rispettare la scadenza del 2016, prevista dal Piano regionale amianto Lombardia, che prevede di eliminarlo in tutto il territorio. Un ulteriore punto è stata la richiesta del potenziamento dei controlli, dotando gli enti preposti di più personale, risorse e mezzi, specialmente nel campo dello spandimento dei fanghi in agricoltura e nel settore delle bonifiche ambientali".
PIANO CASA, ANCORA TUTTO IN ALTO MARE Mirabelli:"La giunta Lombarda si fa commissariare dal governo sull'urbanistica" Giovedì si è riunita la commissione Territorio per discutere nuovamente del progetto di legge regionale riguardante le norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio e numerose disposizioni in materia urbanistica. Il calendario dei lavori, dettato dall'assessore regionale al Territorio Daniele Belotti e concordato con tutti i commissari, che prevedeva l'approvazione del documento in Giunta e la calendarizzazione per la seduta del Consiglio del 9 novembre, non è stato rispettato. In merito è intervenuto polemico Franco Mirabelli: "Avevamo, come opposizione, dato la nostra disponibilità a velocizzare la discussione e la presentazione in consiglio del Progetto di legge. L'abbiamo fatto rispondendo ad una richiesta della maggioranza per evitare che dal 10 novembre, in assenza di una norma regionale, entrassero in vigore le disposizioni previste dal decreto nazionale per l'economia tra cui il cosiddetto Piano Casa. Abbiamo cominciato a discutere, fatto più unico che raro e non previsto dalle procedure legislative, di un Progetto di Legge che, non solo non è stato ancora calendarizzato in Consiglio ma addirittura non ha né madre, né padre, non essendo stato approvato in Giunta né sottoscritto dai consiglieri di maggioranza. Di fatto quel progetto di legge è solo un fantasma che si aggira per le stanze della Giunta, su cui si sta consumando il solito scontro all'interno del centrodestra". "Le conseguenze - spiega l'esponente del PD - per i comuni e i cittadini Lombardi sono gravi. Prima di tutto perché con l'entrata in vigore delle norme nazionali, spesso incoerenti con la legislazione regionale, si moltiplicheranno le incertezze normative e i contenziosi, cosa che non aiuterà certo né l'economia , né l'edilizia e, ancor meno, l'urbanistica lombarda. In secondo luogo perché queste priveranno i comuni di strumenti di pianificazione e controllo e toglieranno ai consigli comunali la possibilità di decidere sui piani attuativi. Infine perché si ritardano anche quegli interventi positivi contenuti nel documento fantasma che potrebbero favorire il recupero del patrimonio edilizio, migliorare l'efficienza energetica degli edifici e creare opportunità nuove di edilizia sociale. Insomma - conclude Mirabelli - la Giunta fa un pessimo servizio alla Lombardia, sceglie di non approvare la legge nei tempi dovuti e lascia che l'urbanistica lombarda venga commissariata di fatto dal Governo nazionale rinunciando ad esercitare la propria competenza con buona pace del federalismo".
UNIONI DEI COMUNI, FINALMENTE C'È UN IMPEGNO DA PARTE DELLA REGIONE L'assessore Maccari presenterà una proposta entro quindici giorni, lo ha annunciato in Consiglio rispondendo alla mozione del PD Si apre in Regione uno spiraglio per i piccoli comuni lombardi che, stando alle due manovre correttive nazionali di maggio e di agosto, rischiano di doversi associare per i servizi fondamentali a comuni distanti e disomogenei. Non solo, rischiano anche di dover disfare le unioni già esistenti e funzionanti, per l'effetto di una norma che differenzia i comuni molto piccoli, sotto i mille abitanti, e quelli medio piccoli, tra i mille e i cinquemila, e dispone restrizioni pesanti per le unioni in cui sia presente anche solo un comune inferiore a quella soglia. In pratica, i comuni più piccoli sono obbligati ad unire le funzioni con altri fino a raggiungere una popolazione di almeno cinquemila abitanti, tremila se in montagna. E ciò comporta che decadano le giunte comunali e si riducano le competenze dei consigli. Ma la regola vale anche per i comuni tra mille e cinquemila abitanti quando sono associati ai comuni più piccoli, cosa che sta mettendo in crisi diverse unioni già esistenti. Non solo, sta in qualche modo isolando questi centri minori, che si trovano obbligati ad unirsi ma rischiano di essere rifiutati dai comuni limitrofi per la norma sopra detta. Anche i comuni tra i mille e i cinquemila sono obbligati ad associarsi, fino a raggiungere una popolazione pari a diecimila abitanti, per almeno due funzioni entro il 2011 e per almeno cinque entro il 2012. Si prevede, in questo caso, anche la forma della gestione in convenzione delle funzioni, formula meno stringente dell'unione, ragione che fa ritenere che i comuni medio piccoli propenderanno per questa formula. La novità di questi giorni è che martedì scorso in Consiglio regionale l'assessore competente, il pidiellino Carlo Maccari, ha accolto le sollecitazioni avanzate dal PD in Aula attraverso una mozione, e ha assunto l'impegno a presentare, entro quindici giorni, una proposta di modifica della normativa regionale. "La situazione è paradossale - dichiara Alessandro Alfieri - perché con queste misure anziché favorire le aggregazioni si rischia di smontare quelle che già ci sono. La Regione ha margini di manovra per introdurre alcuni elementi normativi ragionevoli, che facilitino l'aggregazione di comuni in aree omogenee e che definiscano con chiarezza il ruolo delle comunità montane. L'impegno dell'assessore è un segnale importante, ma in più chiediamo alla Regione di fare pressioni sul Governo perché modifichi la legge nazionale laddove disincentiva le unioni tra comuni piccoli e medio piccoli, provocando la scissione di quelle esistenti e di conseguenza facendo perdere le risorse regionali erogate negli anni a questo scopo. E inoltre perché ritocchi la norma che prevede l'applicazione del patto di stabilità interno anche ai comuni sotto i cinquemila abitanti."
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TREMONTI UNFIT
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Bersani: "Ora la svolta, cambieremo un decreto che colpisce i deboli"
"Cambieremo l`asse di questa manovra classista. Se tocca a noi, toglieremo il ticket. I soldi si possono trovare altrove". Intervista a Pier Luigi Bersani di Alessandra Longo - la Repubblica di Pier Luigi Bersani, pubblicato il 15 luglio 2011 .
Un minuto dopo l`approvazione della manovra i protagonisti politici ed economici di «questa vergogna» se ne devono andare. Via Berlusconi e via anche Tremonti. Pier Luigi Bersani, reduce da un viaggio in Medio Oriente, riprende fisicamente posto sulla poltrona di segretario e chiarisce che il Pd si è impegnato ad accelerare i tempi di approvazione della manovra «solo per evitare minacce dall`esterno»: «Non lo stiamo facendo per Berlusconi ma per il Paese». Il senso di responsabilità non va confuso con qualsivoglia complicità. «Adesso ci vuole una svolta politica», dice il segretario del Pd. E annuncia: «Se tocca a noi, pur salvando i saldi, cambieremo l`asse di questa manovra classista. Se tocca a noi, toglieremo il ticket. I soldi si possono trovare altrove».
Onorevole Bersani, il governo Berlusconi sta per incassare il via libera alla manovra con una tempistica senza precedenti. Il giorno dopo che cosa succede?
«Il giorno dopo Berlusconi deve andare a casa. Ha preso una strada sbagliata e siamo all`ultimo tornante. Se il guidatore insiste nel tenere il volante, andiamo a sbattere».
E allora?
«E allora si deve andare ad elezioni, con nuovi protagonisti, nuovi programmi, nuove ricette nel rispetto del saldo di bilancio. Solo questo può ridare fiducia, credibilità e un senso di riscossa al Paese».
La seconda opzione?
«Non mi sottraggo all`ipotesi subordinata di un passaggio di transizione che renda possibile allestire una nuova legge elettorale e imbastire le riforme».
Berlusconi non vuole lasciare.
«Il peggio del peggio. Andare avanti così per altri due anni, con un ministro accusato di mafia, con un Consiglio dei ministri che non riesce a riunirsi, ci espone a tutte le intemperie».
Non pensa che la maggioranza sfrutti il vostro atteggiamento responsabile per blindarsi?
«Se lo scordino. Sia chiaro che noi siamo radicalmente alternativi, siamo un partito di governo con un`altra idea. Sono loro che ci hanno portato sin qui. Non c`è nessun tipo di collaborazione da parte nostra con un governo del quale non condividiamo la politica economica, le condizioni della trattativa, così come sono state poste a livello europeo, e i contenuti di questa manovra. Si tutelano gli evasori delle quote latte, ci si spaventa a morte per una lettera dell`Ordine dei notai e si fa pagare il ticket alla gente normale. Una vergogna».
Berlusconi non parla.
«Il suo silenzio è impressionante, il punto più basso di questa legislatura già bassa».
La scelta del rigore ricadrà così sul solo Tremonti e persino su voi dell`opposizione...
«Noi non condividiamo questa manovra. Colpisce i ceti medi e bassi, sega le autonomie locali, non mette niente sul tema della crescita, non disturba in modo significativo chi ha di più. I tagli lineari sulle detrazioni fiscali si rivolgono a chi paga le tasse. E quelli che non le pagano? Ne stanno fuori? E` ingiusto. Ricordo che abbiamo proposto emendamenti per l`accorpamento dei piccoli Comuni, per il superamento dei vitalizi, per affrontare in modo credibile il problema delle Province... Nemmeno una di queste proposte è stata presa in considerazione».
Se toccasse a voi, cosa fareste?
«L`Europa ci conosce, sa che siamo persone di governo, che abbiamo affrontato momenti difficili, che non verremo mai meno agli impegni, pur discutibili, assunti da questo esecutivo. Se tocca a noi, garantiremo i saldi ma cambieremo asse questa manovra».
Nessuno potrà dire che il Pd è complice del ritorno del ticket.
«L`hanno messo loro. Il Pd lo toglierà».
Tutto interessante ma se Berlusconi non se ne va?
«Sarebbe un irresponsabile. Deve prendere atto che la sua raccattata e ribaltonesca maggioranza parlamentare non rappresenta la maggioranza reale del Paese, l`abbiamo visto di recente alle amministrative e con i referendum».
In questo caso cosa farete?
«In democrazia si combatte. La gente comincia a capire e molti della maggioranza sono imbarazzati. Berlusconi non è più in grado di dare un messaggio all`Italia, di parlare di onestà, civismo, regole. Per 15 anni ha espresso l`esatto contrario di questi valori. Chiedo un moto dei "responsabili" di questo Paese, e non parlo di Scilipoti, ma dell`opinione pubblica, intellettuali, imprenditori, forze ragionevoli della maggioranza... E` il momento di dire basta. Nei miei incontri in Medio Oriente, da Netanyahu ad Abu Mazen, ho registrato l`appello per un rinnovato protagonismo dell`Italia ma anche la sensazione che ormai tutti pensino che la stagione del berlusconismo sia finita».
Il discredito del governo conta sui mercati?
«Credo che il dato politico sia rilevantissimo. Non è stata tenuta una linea europeista che contribuisse a far parlare l`Europa con una voce sola in tema di investimenti sul lavoro e di tassazioni sulle transazioni finanziarie, la nostra politica economica si è rivelata sbagliata e non credibile. Se arrivasse nei prossimi mesi una svolta politica, questo non porterebbe instabilità ma, al contrario, fiducia».
Ne ha parlato durante l`incontro che ha avuto con il governatore Draghi?
«Ovviamente non riferisco i contenuti di una conversazione. Posso dire qual è il mio interesse: trovare la risposta per far vedere al mondo che in Italia si può invertire la rotta e dare nuovo impulso alla crescita».
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NON POSSIAMO ACCETTARE PASSIVAMENTE
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Nulla di nuovo sotto il sole: con la fiducia passa lo sconto agli evasori e ai parlamentari. Un governo che vive grazie a parlamentari comprati è un governo che semplicemente deve essere abbattuto con ogni mezzo. Il profilo come detto è il solito: pagano i ceti deboli, i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, pagano i pensionati, mentre gli evasori se la ridono così come i parlamentari di questa destra stracciona. Ora è necessario tradurre l'indiganzione in fatti concreti perchè l'Italia non può essere governata dai Scilipoti, dai Brunetta, dai Sacconi. E' ora di mobilitarsi in modo permanente perchè il vero rischio è la decadenza o peggio una nuova fiammata di scontri sociali.
Attilio Gusmaroli
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PARCO TICINO
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COMUNICATO STAMPA DEL PARTITO DEMOCRATICO - Circolo di Turbigo e PD Zona del Castanese Risposta all'articolo apparso Giovedì 3 Marzo su Città Oggi Egregio assessore Colucci, abbiamo avuto modo di leggere attentamente l’articolo sul Parco del Ticino, e siamo rimasti stupiti dall’apprendere i dettagli con i quali Lei (non presente alla serata) esponeva e correggeva “le inesattezze su quanto dichiarato dal PD”. Al di là di questo, ci sono alcune domande ed altrettante riflessioni che ci assillano da quando abbiamo letto l’articolo: - Se il Parco del Ticino è stato gestito così male, con sprechi tali da far cambiare il suo assetto istituzionale / gestionale, come mai Milena Bertani (esponente PDL , presidente del Parco Ticino e coordinatrice regionale di Federparchi ) ha ancora il sostegno del PDL?
- Come mai Lei, assessore Colucci, promuove con amor proprio questa legge, mentre la sua collega Milena Bertani scrive al Presidente della Repubblica una lettera aperta, con la quale chiede che i Consorzi dei Parchi lombardi non diventino Enti pubblici?
- Come mai Lei, assessore, sostiene che la conversione dei Consorzi in Enti pubblici sia una precisa scelta politica, vincolata ad un emendamento al decreto “mille proroghe”, quando la Presidente Bertani sostiene che i Consorzi locali gestori dei Parchi regionali hanno carattere diverso dai Consorzi di funzione previsti nel decreto “mille proroghe”, e quindi non assoggettati a questo decreto? Leggendo la sua posizioni e la posizione della presidente Bertani (due esponenti dello stesso schieramento politico) sul tema dei Parchi Lombardi, ci chiediamo se questa proposta di legge sia realmente una precisa scelta polita e non il solito pasticcio. Detto questo ci fa comunque piacere apprendere che Lei abbia considerato solo “inesattezze” quanto da noi esposto, il che ci da la assoluta certezza che le tesi sostenute dal PD durante il convegno siano rigorose ed ineccepibili: il Parco Ticino NON va toccato; la sua gestione deve essere espressa solo ed esclusivamente dagli organi di controllo locali. I comuni consorziati nel Parco ed appartenenti alle tre diverse Province Lombarde (Milano, Pavia, Varese) da oltre 30 anni hanno dato prova di come si gestisce e si valorizza un bene comune, tant’è che il Parco del Ticino può e deve essere considerato un esempio di una corretta gestione, dal punto di vista ambientale, di un territorio vastissimo. Noi del Partito Democratico vogliamo bene al nostro territorio e diciamo che, né nascondersi dietro la fragile obbligatorietà del decreto “mille proroghe”, né al vocabolo innovazione (innovare non è di per sé una soluzione positiva, per esserlo deve essere utile alla comunità), può dissuaderci dal denunciare che Lei stia operando una centralizzazione del governo dei Parchi Lombardi, in radicale controtendenza con le scelte federaliste recentemente approvate anche col supporto dei suoi alleati.
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SEMPRE PIU' COSTI, GRAZIE ALLA DESTRA!
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FIRMA ANCHE TU
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Ciao , le carte sui fatti personali del Presidente del Consiglio appena arrivate in Parlamento certificano una situazione ormai insostenibile che ammutolisce la voce dell’Italia nel mondo e che lascia completamente senza presidio i problemi che si accumulano nella vita di tutti noi.
Chi, anche nel centro destra, ha a cuore gli interessi fondamentali della nostra casa comune, deve finalmente indurre Berlusconi a dimettersi, liberando il Paese da un disagio non più sopportabile.
Ti invito ad aggiungere la tua firma a quelle di migliaia di cittadini che non accettano di essere messi alla berlina da un governo vergognoso e da un premier al tramonto. Questo è il testo dell’appello promosso dal Partito Democratico che puoi firmare anche sul nostro sito.
"Presidente Berlusconi, lei ha disonorato l'Italia agli occhi del mondo, non ha più la credibilità per chiedere agli italiani un impegno per il cambiamento e con la sua in capacità a governare sta facendo fare al paese solo passi indietro. Lei dunque se ne deve andare via. L'Italia ha bisogno di guardare oltre, per affrontare finalmente i suoi problemi: la crescita, il lavoro, un fisco giusto, una scuola che funzioni, una democrazia sana.Noi dobbiamo dare una prospettiva di futuro ai giovani. Con la sua incapacità a governare e con l'impaccio dei suoi interessi personali lei è diventato un ostacolo alla riscossa dell'Italia. Per questo presidente Berlusconi lei si deve dimettere.L'Italia ce la può fare, dispone di energie e di risorse positive. E' ora di unire tutti coloro che vogliono cambiare. E' ora di lavorare tutti insieme per un futuro migliore. Firma per cambiare l'Italia".
Grazie, Pier Luigi
Per firmare utililizza il link: http://beta.partitodemocratico.it/formgenerator/form.aspx?ID=40&guid=1F578641-F78F-4FC4-BD04-64CC61DD948D&utm_source=MailingList&utm_medium=email&utm_campaign=20110127 - Bersani - Firma anche tu per le dimissioni di Berlusconi
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I tagli mettono a rischio i trasporti nell’Alto Milanese e il Parco del Ticino
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La crisi impone scelte e nessuno vuole tirarsi indietro se c’è da rimboccarsi le maniche, ma ci vuole consapevolezza e, quindi conoscenza. I tagli previsti nella legge di stabilità si riflettono sulle regioni e sui servizi che esse erogano, tra cui trasporti e ambiente sono forse quelli più penalizzati. Venendo nello specifico alla nostra zona, ATINOM, innanzitutto, e, seppur in maniera diversa, il Parco del Ticino stanno attraversando situazioni di crisi. Abbiamo intervistato Canio Trione, Segretario del Partito Democratico per la Zona del Castanese, per raccogliere un punto di vista focalizzato sul territorio. Non a caso, il PD ha presentato specifici ordini del giorno e mozioni presso i consigli comunali dell’Alto Milanese. Corriere: Qual è, a suo avviso, la situazione del consorzio ATINOM e dei trasporti pubblici? Canio Trione: In generale, la finanziaria Tremonti ha colpito in Italia le famiglie e le imprese, ma anche, più complessivamente, le forme di sviluppo che faticosamente si stavano costruendo nel paese. Ha indebolito i Comuni, tagliando in maniera drastica i trasferimenti dallo Stato, e li ha messi in seria difficoltà con la quasi certezza di costringerli a forti tagli nei servizi, in un momento in cui servirebbe invece una Pubblica Amministrazione vicina alle famiglie e alle imprese. Innanzitutto una precisazione i tagli al trasporto pubblico sono riferiti all’intero comparto (treni e bus). Un settore che vale complessivamente circa 1,8 miliardi di euro. Questi tagli provocati dalla legge Finanziaria e, per così dire, accompagnati dalla Regione Lombardia e dalla Provincia che per quanto riguarda il trasporto pubblico locale ne hanno la competenza, stanno creando grande preoccupazione sia tra i lavoratori del settore sia tra le aziende che svolgono il servizio. Anche nel nostro territorio, hanno provocato gravi difficoltà ad ATINOM (un consorzio di 39 Comuni), che alla fine di ottobre è stato messo in liquidazione, alle sue aziende, che si occupano del trasporto per i viaggi (ATINOM Viaggi) e del trasporto.
Canio Trione
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