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LA LEGA DEGLI ONESTO, OPS MAFIOSI
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Che bel partito, la Lega. Si era presentata come il partito dei duri e puri e poi difendono chi è in odore di mafia. A questo punto o Maroni si sveglia o il partito di Bossi sarà sempre più ridotto a strapuntino di Berlusconi, probabilmente a intascare quattro denari per rispondere: Si Presente al richiamo del padrone. Questa farsa deve essere smascherata e denunciata. E' inutile stare all'opposizione dopo aver votato ieri e oggi le leggi vergogna, aver contribuito a far sprofondare il paese nella peggior recessione del dopo guerra, fingere di prendere le distanze da Berlusconi e poi ancor oggi votare come un sol uomo a sua difesa. Bossi è una caricatura, una marionetta, un buffone politico che non incanta più. Per parte mia l'invito è: continuate così, la gente onesta che vi ha votato capirà da quale parte state, e prima o poi vi inseguirà con i forconi.
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Il Partito del Nulla, del progetto Padania che non esiste, dopo aver retto la coda a Berlusconi, oggi con il solito stile pernacchia, non va all'incontro con il Presidente incaricato e riapre il Parlamento Padano. Per 18 anni hanno raccontato palle e oggi pensano di prendere ancora in giro gli Italiani con i soliti slogan, come se il mondo fosse fermo all'ampolla del Po. Ma l'unica novità di questi giorni è la scomparsa di Maroni, l'unico che poteva dare un taglio nuovo e attuale a questo partito. Ma siano felici perchè ieri abbiamo raggiunto un grande risultato: azzerare il duo Berlusconi & Bossi, il duo che doveva fare le riforme e ha speso 18 anni negli ozi romani. Un grande risultato.
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LEGA NORD: ADESSO PAGA DAZIO
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La Lega Nord ha perso da tempo di vista il paese reale. Fino a ieri ha sostenuto il Governo che ha portato l'Italia al collasso e ora non vuole pagare dazio. Nel suo orizzonte ci sono solo le elezioni anticipate o l'opposizione e pensa che gridare alla secessione o "dagli all'untore" possa ancora pagare. In realtà saranno gli italiani a pagare le scelte scellerate del casciaball Bossi, che ancora oggi con la suo visione microcefala guarda ai suoi interessi privati di partito e non quelli degli italiani. Se vogliamo salvarci dobbiamo innanzi tutto avere di nuovo credibilità e poi andare alle elzioni. Il contrario ci esporrebbe da subito a una ulteriore dose di non credibilità, additando l'Italia come il paese incapace di prendere subito scelte coraggiose e impopolari. Il cerchio magico di Bossi continua a pensare solo al proprio interesse politico, un cerchio magico che in 17 anni di governo ha prodotto i finti falò di Calderoli il rottamatore di leggi come quella che oggi obbliga a chi ha più fondi pensione a pagare costi incredibili per avere la ricongiunzione. Una Lega incapace di avere un colpo di reni, una Lega incapace di avere un reale pensiero politico che vada oltre gli slogan.
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Lega Nord: dalla parte dei malavitosi
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Con il voto contro l'arresto di Milanese la Lega Nord ha venduto l'anima a Berlusconi è non ha più alcuna credibilità. Dopo 17 anni di governo ha portato a casa solo un pugno di mosche per i suoi elettori, molte sedie ben pagate da noi cittadini per Bossi & C. Cancellata l'epocale riforma Costituzionale, incapace di contenere l'ondata degli extracomunitari (la storia insegna) ridotto a un guscio vuoto il federalismo, si punta di nuovo su un'impossibile secessione per tenere buone le anime belle dei duri e puri. Votando no all'arresto di Milanese la Lega si erge a difensore del Puttaniere e porta il paese allo sfascio. Per Bossi meglio il declino o la scomparsa politica piuttosto che un vero rinnovamento e nuove prospettive. I primi ad "incazzarsi" dovrebbero essere i leghisti, ma il coraggio di un vero cambiamento lascia indifferenti i politici leghisti. Per quanto mi riguarda sono sulla sponda del fiume...e aspetto l'epilogo.
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UNITA'
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Gli strateghi della politica (Veltroni, Cacciari,...) ci spiegavano che a Milano e a Napoli non si poteva vincere, che si doveva fare un patto con l'UDC di Casini ed altre amenità. Stesso discorso sui referendum. La gente però ha finalmente capito quale è lo spessore del centro destra nostrano, la voglia di "cadreghe" da parte del clan leghista,...e ha deciso di mandarli tutti a casa. Pisapia e De Magistris hanno stravinto e i soloni di cui sopra sono stati finalmente in silenzio. Poi piano piano, in particolore Veltroni e Fioroni ritornano con un'operazione di guastatore all'interno del PD quando è essenziale in questo momento il massimo di solidarietà. Diciamo basta a questo teatrino francamente squallido e pensiamo piuttosto a cambiare tutti insieme un governo che ci porta al disatro. Attilio Gusmaroli
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AVETE VOTATO PER PDL E LEGA? BENE ORA PAGATE, PAGATE, PAGATE!!!!
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Penso con soddisfazione a tutti quei castanesi che fino a ieri guardavano il Partito Democratico e l'opposizione in generale, come un oggetto da cui stare alla larga e leggevano golosi i resoconti de Il Giornale o di Libero che descrivevano l'Italia come un Eden perchè "Silvio c'è", il miglior statista del dopoguerra, un dono di Dio per don Verzè (San Raffaele). A questi concittadini a cui è mancato del tutto un minimo spirito critico, che ascoltano con interesse il TG1 di Minzolini o gli approfondimenti di Radio Londra (Ferrara), a questi concittadini dunque il risveglio sarà un po brusco. Già perchè lungi da tagliare i costi della politica (i parlamentari non useranno, forse, l'aereo blu, ma comunque quello di linea a spese nostre) il sacrificio sarà fatto dai pensionati, non quelli con le pensioni d'oro da 10.000, 20.000 euro al mese netti, ma sopratutto da quelli che ne ricevono 1000! Questa banda di delinquenti prestati alla politica, questi "onesti" come ipotizza Angelino Alfano, dopo aver aumentato il prezzo dei carburanti, ancora scossi dal risultato referendario, pieni di bile e livore colpiscono il popolo, la gente comune, sopratutto perchè il voto delle amministrative e il referendum hanno dato un segnale chiaro. Ma contrariamente a quanto sarebbe avvenuto in qualsisi democrazia matura, anzichè tener conto del segnale, anzichè tagliare i costi della politica da subito, non hanno trovato di meglio che colpire i pensionati. Fa sorridere il ricordo del ministro Visco (governo Prodi), raffigurato come un vampiro. Oggi Tremonti non mette le mani nelle tasche dei politici, ovvero con loro è coerente: non li tocca. Egli al contrario mette le mani pesantemente nelle tasche degli italiani. La Tigre di Carta, Bossi, dopo la pagliacciata di Pontida che fa? Pensa ancora di prendere in giro il suo elettorato e gli italiani facendo nei fatti il reggicoda di Berlusconi? Sono certo che le opposizioni e in particolare il Partito Democratico contrastino pesantemente questa manovra che va solo contro le classi deboli e salva come al solito la casta. Dobbiamo quindi rimboccarci le maniche, scendere in piazza e cacciare questa banda di incapaci che in un ventennio non hanno fatto significative riforme, non hanno liberalizzato nulla solo per difendere interessi corporativi e ora scaricano ai soliti, lavoratori dipendenti, partite IVA, pensionati il costo della crisi. Questo non può essere accettato e non sarà accettato.
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LEGA NORD: SEMPLICEMENTE UNA TIGRE DI CARTA!
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Come volevasi dimostrare la LEGA NORD si caratterizza come un partito di buffoni legato al cadreghino. Ne ha dato una plastica dimostrazione alla camera con la votazione sulle missioni della Libia che lascia del tutto invariato il quadro generale ma potrà spendere il suo cielodurismo con i gonzi che la votano. La LEGA NORD è quella tigre di carta che sbraita per dare linfa ai suoi elettori, ma nei fatti si allinea sempre ai desiderata del premier. Ma come mai avviene ciò? Forse che per qualche oscuro motivo non può comportarsi diversamente? E' un quesito che i militanti leghisti dovrebbero porsi perchè il tempo sta scadendo e, al di fuori delle poltrone, il ventennio leghista ha portato slogan e niente più.
Attilio Gusmaroli 04.05.2011
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LA GIUSTIZIA TARGATA LEGA
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GRAZIE LEGA, PDL E RESPONSABILI: PER VOI LA LEGALITA' E' METTERE IN CARCERE CHI RUBA UNA MELA E LASCIARE CHE I BANCAROTTIERI, ASSASSINI DI OGNI RISMA, COLLETTI BIANCHI SENZA SCRUPOLI POSSANO INDISTURBATI GODERSI IL FRUTTO DEL LORO MISFATTO.
ALCUNI ESEMPI CONCRETI:
CLINICA SANTA RITA
- Tra il 2005 e il 2008, a Milano, presso la Clinica Santa Rita, venivano effettuati interventi abnormi e invasivi su pazienti eseguiti ‘in totale disprezzo delle condizioni di fragilità’ del malato.
- Le accuse sono di truffa, falso ideologico, falsificazione delle cartelle cliniche e sopratutto, una serie di interventi inutili o dannosi che hanno provocato lesioni gravi o gravissime per circa novanta persone, oltre alla morte di cinque pazienti. Infatti, tra le accuse mosse agli indagati (in tutto, non meno di diciotto), figura anche l'omicidio volontario aggravato da crudeltà.
- Tutti gli imputati sono incensurati, tutti potranno beneficiare della prescrizione breve. Le vittime non avranno mai giustizia.
PROCESSO CIRIO
A Roma, il 14 marzo 2008 a sei anni dal default da 150 miliardi di vecchie lire è cominciato il processo a Cragnotti e ad altri 32 imputati, tra cui l’attuale presidente di Mediobanca Cesare Geronzi. Tutti accusati di bancarotta per distrazione e truffa aggravata ai danni dei risparmiatori della Cirio.
La vicenda risale al 2003, quando il fallimento del gruppo Cirio, allora guidato da Cragnotti, aveva fatto andare in default obbligazioni per 1,125 miliardi di euro, emesse tra il 2000 e il 2002. L'udienza preliminare era cominciata nel giugno del 2008 con la richiesta di costituzione di parte civile avanzata da circa 1500 persone (pochissime rispetto ai 12mila risparmiatori che secondo la procura di Roma sarebbero stati danneggiati dal fallimento del gruppo Cirio).
La Procura della Repubblica di Perugia ha formulato una accusa di concorso di bancarotta impropria e durante tale inchiesta è emerso che i marchi del settore "latte" erano stati acquisiti con valutazione 0 lire, mentre in sede di conferimento alla Cirio erano stati valutati per decine di miliardi di lire. Il Giudice dell'Udienza Preliminare di Perugia ha tuttavia prosciolto Sergio Cragnotti. Il 2 marzo 2011 la Procura della Repubblica di Roma ha richiesto per il crac Cirio 15 anni di reclusione per Sergio Cragnotti e 8 per Cesare Geronzi.
Tutti gli imputati sono incensurati, tutti potranno beneficiare della prescrizione breve. I familiari e le vittime non avranno mai giustizia.
THYSSEN KRUPP
A Torino il 6 dicembre 2007 scoppio un incendio nello stabilimento della Thyssen Krupp. In quell’incendio morirono sette operai. Gli imputati sono sei. Harald Espenhahn, l'ammistratore delegato della Thyssen è accusato di omicidio volontario per il rogo della Thyssenkrupp. Con lui è anche Gerald Priegnitz, consigliere di amministrazione e membro del board della multinazionale dell'acciaio.
Le richieste finali del pm Raffaele Guariniello pronunciate il 14 dicembre 2010 al termine di una maxi-requisitoria durata una decina di udienze al processo per i sette operai morti nel rogo della Thyssenkrupp di Torino, sono di sei condanne per quasi 80 anni di carcere complessivi. Sono per l’amministratore delegato del gruppo Harald Espenhahn, accusato di omicidio volontario con dolo eventuale, per il quale Guariniello, ha chiesto 16 anni e 6 mesi anni di reclusione.
Per gli altri cinque dirigenti, imputati di omicidio colposo e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche, sono state chieste alla Corte d’Assise presieduta da Anna Maria Iannibelli pene di 13 anni e mezzo, per quattro di loro e 9 anni per uno solo dei dirigenti.
L’11 aprile 2011 si è svolta a Torino, la 92esima udienza del processo penale ThyssenKrupp, dedicata alle repliche dei PM e degli avvocati dell’accusa.
Le prossime udienze sono previste per mercoledì 13 aprile e venerdì 15 aprile prossimi, con le repliche della Difesa. Già nella mattina del 15 aprile la Corte d’Assise si riunirà in Camera di consiglio per preparare la sentenza di primo grado.
Tutti gli imputati sono incensurati, tutti potranno beneficiare della prescrizione breve. Le vittime non avranno mai giustizia.
SCANDALO SANITA’ PUGLIESE: IL CASO TARANTINI
A Bari, dal maggio 2009, Gianpaolo Tarantini e altre 78 persone sono imputate presso il tribunale di bari per corruzione, favoreggiamento della prostituzione, spaccio di sostanze stupefacenti e falso nell’ambito dell’inchiesta sugli scandali della sanità pugliese.
Tutti gli imputati sono incensurati, tutti potranno beneficiare della prescrizione breve. Resteranno impuniti. Non ci sarà giustizia.
FINCANTIERI
A Palermo, 15 febbraio 2010 muoiono 40 operai. 11 ex rappresentanti legali di Fincantieri e di una serie di imprese dell’indotto sono accusati di omicidio colposo e di lesioni colpose gravissime. Non sono state adottate le misure di sicurezza adeguate che hanno poi causato la morte di 40 lavoratori che hanno contratto gravi forme tumorali per aver lavorato con l'amianto. Tutti i dirigenti risultano incensurati, potranno beneficiare delle norme che si stanno per approvare.
Per le morti da amianto è giunto a conclusione il 25 febbraio anche un altro processo, sempre davanti all’autorità giudiziaria di Palermo, anche in questo caso a carico degli ex rappresentanti legali di Fincantieri, e il giudice monocratico della prima sezione del Tribunale per le accuse di omicidio colposo plurimo e lesioni gravi colpose ha condannato Luciano Lemetti, condannato a 7 anni e mezzo, Giuseppe Cortesi, a 6 anni, e Antonino Cipponeri, tre anni. Agli imputati è stato applicato il condono di pena di tre anni ciascuno. Le vittime dell'amianto furono 37 in quel primo processo.
TUTTI GLI IMPUTATI SONO INCENSURATI, TUTTI POTRANNO BENEFICIARE DELLA PRESCRIZIONE BREVE. RESTERANNO IMPUNITI. NON CI SARA’ GIUSTIZIA.
ETERNIT
Dal 1907 al 1986 a Casale Monferrato ha operato la multinazionale Eternit, specializzata nella produzione di prodotti in cemento amianto per l'edilizia. L'esposizione alle fibre aerodisperse dell'asbesto (amianto) provoca, oltre all'asbestosi, diverse tipologie tumorali fra le quali la più frequente é il mesotelioma pleurico, privo di cura, la cui incubazione può variare dai 15 ai 45 anni. L'amianto é stato utilizzato nella fabbricazione di materiali isolanti, nella sostituzione di freni e frizioni, per alcune plastiche rinforzate e vernici, nei prodotti di cemento amianto per l'edilizia (condutture dell'acqua, tetti, canne fumarie): solo nella città di Casale oggi si stimano ancora 800.000 metri quadri di coperture da bonificare.
Il maxi processo eternit di Torino riprenderà il prossimo 14 giugno 2011. Il male d’amianto ha colpito migliaia di persone a Casale, a Cavagnolo, a Rubiera, a Bagnolo, tutti stabilimenti della società eternit. Gli indagati sono accusati dalla procura di Torino di disastro doloso permanente ed omissione dolosa di misure anti infortunistiche. In Italia l'impiego dell'amianto é stato messo fuorilegge solo nel 1992; a Casale Monferrato l'amianto, secondo l'indagine del Procuratore della Repubblica di Torino Raffaele Guariniello, ha già ucciso, ad oggi, 1.400 persone fra le quali 900 ex lavoratori dello stabilimento Eternit e 500 cittadini.
Molte persone sono morte a Casale. Ancora oggi la bonifica del sito della ex fabbrica non è ancora conclusa. L’amianto è disseminato dappertutto. Nelle case come nelle scuole. Non esiste nessun “anagrafe” dei siti contenenti amianto.
TUTTI GLI IMPUTATI SONO INCENSURATI, TUTTI POTRANNO BENEFICIARE DELLA PRESCRIZIONE BREVE. RESTERANNO IMPUNITI. NON CI SARA’ GIUSTIZIA.
ILVA DI TARANTO
Il 9 settembre 2005 nello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto, ha perso la vita Gianluigi Di Leo, 25enne operaio di Mottola (Taranto), schiacciato e ucciso da una trave, subito dopo che aveva terminato il proprio turno e si accingeva a timbrare il cartellino. Il giudice dell’udienza preliminare, ha rinviato a giudizio 24 persone con le accuse di omicidio colposo e omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Tutti gli imputati sono incensurati, tutti potranno beneficiare della prescrizione breve. Le vittime non avranno mai giustizia.
CRAC PARMALAT
A Parma e Milano, nel 2004 si realizza il più grande scandalo di bancarotta fraudolenta e aggiotaggio perpetrato da una società privata in Europa. Il buco lasciato dalla Parmalat si aggirava sui quattordici miliardi di euro. Il fallimento della Parmalat è costato l'azzeramento del patrimonio azionario ai piccoli azionisti, mentre i risparmiatori che avevano investito in bond hanno ricevuto solo un parziale risarcimento.
Con l'accusa di bancarotta fraudolenta, è stato condannato a diciotto anni di reclusione il patron della Parmalat, Calisto Tanzi, nonché numerosi suoi collaboratori tra dirigenti, revisori dei conti e sindaci.
Si sono svolti due processi paralleli cominciati nel 2004: al tribunale di Milano per i reati di aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza, falso in comunicazioni (sociali e ai revisori) e ostacolo all'esercizio delle funzioni di vigilanza della Consob. A quello di Parma per associazione a delinquere e bancarotta.
In particolare, a Milano, tra le persone fisiche giudicate con rito ordinario, risulta condannato il solo Calisto Tanzi, a 10 anni di reclusione. Tra pochissimi giorni le banche potrebbero non dover pagare più nulla a oltre 120 mila obbligazionisti, mentre per 80 mila di quei risparmiatori si potrebbe chiudere l'ultima finestra per sperare nei rimborsi. Questo perché il 18 Aprile del 2011 è attesa la sentenza di primo grado nel processo per aggiotaggio, reato che per le persone fisiche scatta dopo sette anni e mezzo. Se anche si dovesse arrivare a una sentenza di colpevolezza di primo grado sarebbe penalmente una vittoria di Pirro, perchè con l’appello scatterebbe senz'altro la prescrizione del reato.
Invece dal tribunale di Parma nel dicembre 2010 Calisto Tanzi è stato condannato in primo grado a 18 anni di reclusione, invece gli altri dirigenti della società sotto processo ci sono state molte condanne inferiori ai 10 anni per i diversi reati considerati.
Tutte le condanne di Milano e Parma saranno annullate a breve dalla prescrizione, anche grazie alla beffa finale di questa legge, tutti gli imputati erano incensurati e tutti potranno beneficiare anche della prescrizione breve. Le vittime non avranno mai giustizia.
L’AQUILA
Il 6 aprile 2009 alle ore 3:32, questa è l'ora del terremoto che due anni fa ha distrutto L'Aquila, 309 le vittime, ingenti i danni in tutta l'area: il paese di Paganica è quasi del tutto distrutto, palazzine ed alberghi sono crollati a L'Aquila, reparti dell'ospedale della città seriamente danneggiati e costretti a chiudere, tanto che è stato chiesto di allestire un ospedale da campo; persone disperse e tanti morti.
Con il sisma la Casa dello Studente si è spaccato in due tronconi ed un'intera ala è crollata sugli studenti che si trovavano nelle loro stanze e che non sono riusciti a fuggire in tempo.
Il crollo della Casa dello Studente rimarrà uno dei simboli di questa tragedia che ha colpito l'Abruzzo. Ragazzi che da diverse parti dell'Italia si erano trasferiti a L'Aquila per inseguire il loro sogno, per studiare e cercare di costruirsi un futuro
È stata rinviata al 5 novembre prossimo l'udienza preliminare relativa al crollo della casa dello studente dell'Aquila, che si trova in via XX Settembre e che accoglieva gli studenti vincitori di borsa di studio dell'Università abruzzese, uno dei filoni simbolo della maxi inchiesta sul terremoto che nel 2009 devastò il capoluogo abruzzese.
I capi di imputazione per gli indagati sono omicidio colposo e disastro colposo reati puniti dal Codice con una pena fino a 10 anni.
Da mesi oltre al dolore per le loro perdite e per la lentezza dei procedimenti giudiziari, i parenti delle vittime del terremoto dell’Aquila ringraziano per il processo breve. Se il disegno di legge andasse in porto, potrebbe voler dire dover rinunciare alla possibilità di veder condannati i colpevole dei crolli, come quello per il crollo della Casa dello Studente e del Convitto Nazionale, ma anche per i crolli di altri numerosissimi palazzi, tombe di decine e decine di persone.
Tutti gli imputati sono incensurati, tutti potranno beneficiare della prescrizione breve. Le vittime non avranno mai giustizia.
STRAGE DI VIAREGGIO
Nella notte del 29 giugno 2009, la città di Viareggio è stata colpita da un gravissimo disastro ferroviario verificatosi in seguito al deragliamento del treno merci Trecate-Gricignano.
Il deragliamento provoca il perforamento di una cisterna del convoglio contenente GPL, ed a causa della fuoriuscita del gas si innesca un incendio di vastissime proporzioni che interessa non solo la stazione di Viareggio, ma anche tutte le aree circostanti.
I danni sono enormi ed immediati: 11 persone muoiono in pochi minuti investite dalle fiamme o travolte dal crollo degli edifici; 2 persone anziane vengono stroncate da un infarto e decine rimangono ferite. Tra i feriti ci sono persone gravemente ustionate e la maggior parte di loro, per l’esattezza 20, muoiono anche a distanza di diverse settimane dall'evento dopo una lunga agonia. Alla fine si contano ben 33 vittime innocenti. Diverse abitazioni vengono abbattute per ordine delle autorità comunali perché non più agibili o per costi di riparazione superiori ad una ricostruzione ex novo.
Nell'inchiesta aperta dalla Procura di Lucca sul disastro ferroviario di Viareggio sono 38 gli indagati: ci sono manager e dipendenti di Ferrovie dello Stato, di Rfi (Rete ferroviaria italiana), di Trenitalia, di Fs Logistica, di Cima Riparazioni, della tedesca GATX Rail Germania e dell'austriaca GATX Rail.
Per tutti gli indagati la Procura di Lucca formula le seguenti ipotesi di reato: incendio e disastro ferroviario colposo, omicidio e lesioni colpose plurime. Inoltre, solo per alcuni indagati vengono altresì ipotizzate una serie di violazioni al Testo unico in materia di tutela della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro (Decreto legislativo 81 del 2008), in particolare per la mancata valutazione dei rischi connessi al trasporto di una sostanza pericolosa come il Gpl. Tutti gli imputati sono incensurati, tutti potranno beneficiare della prescrizione breve. Le vittime non avranno mai giustizia.
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la luce si avvicina
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Non è più possibile assistere silenziosi allo sfascio del paese, dove un Premier incontinente e partiti (PdL e Lega) sono immobili, mentre la crisi avanza, un ragazzo su quattro non trova occupazione e, tanto per citare l'ultima, il ministro Frattini va a fare un 'informativa al Senato, la prima dal 2008, per parlare della casa del genero di Fini, a Montecarlo e non dei reali problemi della politica internazionale. Vogliamo svegliarci dal nostro torpore, cominciare a rispondere a muso duro a quelli della Lega e del PdL che nel ventennio Berlusconiano hanno prodotto come fatto più evidente i festini di Arcore e la scoperta che non esistono più le puttane, ma le escort? Se questo linguaggio, alle anime bianche di una parte del PD fa storcere il naso, a me semplicemente dà fastidio non ricordare, per esempio alla Lega, che la grande conquista del federalismo comunale è cosa assai modesta, negativa per l'economia comunale, e che l'asserita liberazione dal giogo Romano è semplicemente una bufala. Guardiamo anche la nostra realtà cittadina: che fa questa amministrazione? Ha cambiato i cestini dei rifiuti in città, una parte delle panchine, ma quali sono i progetti? Vogliono introdurre anche a Castano la logica dell'immagine senza contenuto, del fumo senza arrosto. Oggi la parola magica è: non ci sono soldi. Forse la risposta più semplice è che non ci sono idee.
Attilio Gusmaroli
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''La legge Romani è un rischio per la libertà del web e favorisce Mediaset''
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In questo dispaccio, datato 3 febbraio 2010 e inviato dall'ambasciatore Usa a Roma David Thorne, si critica il disegno di legge Romani: "Nonostante le rassicurazioni del Governo italiano, la legge è in bilico perché sembra essere stata scritta per garantire al governo abbastanza libertà da bloccare e censurare ogni contenuto web".
E ancora l'ambasciatore riporta numerose critiche di addetti ai lavori contro la legge e continua: "Per anni il governo degli Stati Uniti ha chiesto una maggiore cooperazione in tema di pirateria, e l'Italia ha fatto pochissimo. Ora si salta la cooperazione e si passa a una dura regolamentazione (..) Se la legge passasse, potrebbe garantire una base legale per azioni contro gli operatori nel settore media che dovessero dimostrarsi in competizione, commerciale o politica, con esponenti del governo".
Ancora più dura la conclusione: "Berlusconi e Mediaset hanno usato il potere (per favorire i propri interessi) sin dai tempi di Bettino Craxi. Inoltre, questa legge creerebbe un precedente che nazioni come la Cina potrebbero copiare o usare come giustificazione nel porre un limite alla libertà di parola"
14dic2010
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