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LEGGE PARCHI
PRINA (PD): “NON E’ UNA VERA RIFORMA E VUOLE SOLO METTERE LE MANI SUI FIORI ALL’OCCHIELLO DELLA LOMBARDIA”

“Nessuno disconosce il gran lavoro impostato dall’assessore Colucci e la volontà personale che, dopo l’incarico ottenuto in questa legislatura, sta mettendo in campo. Ma come al solito questa maggioranza ha il vizietto di fare delle dichiarazioni altisonanti e poi realizzare concretamente soluzioni diverse da quelle prospettate”, esordisce così Francesco Prina, consigliere regionale del Pd, alla notizia del progetto di legge approvato dalla Giunta regionale sulla riforma dell’organizzazione degli enti gestori dei parchi.
“Classico è l’esempio di questo progetto di legge, in quanto non si tratta di una riforma complessiva, paragonabile a un testo unico che prende in considerazione una materia estremamente strategica per Regione Lombardia, ma di una proposta che va a integrare la vecchia legge istitutiva sui parchi, la 86 del 1983 – continua Prina –. Quindi non ha un largo respiro culturale, inteso come gestione di un patrimonio da usufruire in termini di fruizione da parte delle comunità e di tutti i soggetti che ruotano attorno a un parco”.
E continua: “Questo è un intervento puntuale soprattutto sulla governance. Ma rappresenta per noi il primo grande limite pregiudiziale”. Per quale motivo? E’ presto detto per Prina: “Il principio di sussidiarietà, il municipalismo, il federalismo, la territorialità, concetti di cui si riempie la bocca il Governo Formigoni, dovrebbero valorizzare quei consorzi nati dai territori, cioè dalle associazioni, dai cittadini, dai comuni, per tutelare aree pregiate da un punto di vista ambientale, naturalistico, agricolo ecc. Invece cosa fa Regione Lombardia? Mette in atto quello che è il mero centralismo regionale di stampo formigoniano, realizzato in tutti i settori della vita civile lombarda, dalla sanità alla formazione professionale, dall’urbanistica alla pianificazione”.
In questo modo, continua l’esponente del Pd, “Regione Lombardia mette in atto un discorso di invadenza nei consigli di gestione della direzione dei parchi. E con un finanziamento delle spese correnti pari solo al 30 per cento, a fronte del 70 dato dagli enti locali, la Regione ha la faccia tosta di trasformare il consorzio in ente pubblico (ma non regionale!) e stabilire che 3 rappresentanti su 5, tra l’altro in ruoli chiave, sono suo appannaggio. Proprio come avviene per le nomine delle Asl e delle aziende ospedaliere”.
La proposta del Pd è chiara, conclude Prina: “Noi siamo favorevoli ad accettare un componente certamente indicato dalla Regione, ma approvato dall’assemblea dei sindaci. Siamo anche d’accordo sulle razionalizzazioni, ma non va più bene mettere le mani in modo pesante sui parchi, storicamente i fiori all’occhiello della Lombardia”.
Milano, 2 febbraio 2011


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 IL PD PER IL TRASPORTO PUBBLICO Riduci
COMUNICATO STAMPA DEI TRE SEGRETARI DI ZONA DEL PD DEL MAGENTINO-ABBIATENSE, CASTANESE E LEGNANESE

IL PD PER IL TRASPORTO PUBBLICO
Il PD esprime una forte preoccupazione sulle prospettive del trasporto pubblico locale nella zona ovest della Provincia di Milano. Come è noto la società Movibus che gestisce il servizio degli autobus di linea su questo territorio ha comunicato alla Provincia che dal prossimo mese di Dicembre non sarà più in grado di effettuare il servizio, poiché le perdite accumulate non sono più sostenibili.

Lo scorso Venerdì si è svolta la riunione dei soci pubblici di ATINOM, società pubblica di proprietà dei comuni di questa zona: ATINOM è, insieme ad ATM, un socio di minoranza all’interno di Movibus.

Alla riunione hanno partecipato i sindaci delle nostre zone, esprimendo forti preoccupazioni sulla ventilata interruzione del servizio e chiedendo alla Provincia di mettere a disposizione risorse adeguate per dare continuità al servizio.

Infatti i fondi che Movibus riceve dalla Provincia sono quelli previsti nel 2003, a fronte del fatto che nel frattempo si sono verificati importanti aumenti nel costo del carburante e nei costi di personale, dovuti ai rinnovi contrattuali.

L’Assessore Provinciale ai Trasporti De Nicola si è trincerato dietro a questioni formali, dicendo che, se Movibus non sarà più in grado di effettuare il servizio, verrà sostituita da altri gestori. Ha nascosto così il vero problema, che è costituito dall’inadeguatezza delle risorse che vengono messe a disposizione.

Il PD è dalla parte degli utenti del servizio e dei sindaci di questo territorio che, indipendentemente dal colore politico, stanno sostenendo le ragioni di questo importante servizio del trasporto pubblico.

Non sono mancate nei giorni scorsi anche prese di posizione forti dei nostri sindaci.

Il Sindaco di Arluno ha proposto di abolire le provincie e di utilizzare le risorse che oggi sono impiegate per il funzionamento dell’istituzione per fornire invece un servizio di trasporto pubblico di adeguato livello.

Nei giorni scorsi abbiamo promosso un incontro con il gruppo consiliare del PD in Provincia per svolgere un’azione efficace.

Bisogna fare i conti con la scarsità delle risorse provinciali disponibili che sono a loro volta anche il risultato delle scarse risorse che la Regione Lombardia ed il Governo nazionale mettono a disposizione delle province per il trasporto pubblico.

Questo scenario risulterà ancora più difficile se verranno confermati i tagli del 30% sulle spese del trasporto pubblico, previsti dall’ultima manovra economica del Governo e gli effetti negativi ci saranno anche per il trasporto ferroviario.

Siamo convinti che per continuare a garantire il servizio degli autobus nelle nostre zone occorra mettere in campo al più presto una forte collaborazione tra i gestori pubblici, ATINOM e ATM. Solo ATM oggi dispone delle risorse necessarie dare continuità al servizio di trasporto pubblico sul nostro territorio: tutte le forze politiche devono impegnarsi per questo risultato.

Nel prossimo mese di Novembre il PD organizzerà sul territorio anche diverse iniziative in mezzo alla gente, per informare la popolazione su quanto sta accadendo e per condurre questa battaglia per il trasporto pubblico insieme ai cittadini.


Il Segretario della zona Magentino-Abbiatense Marco Re

Il Segretario della zona del Castanese Canio Trione

Il Segretario della zona del Legnanese Giuseppe Elia

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 IL PARCO DEL TICINO Riduci
COMUNICATO STAMPA DEL PD – ZONA CASTANESE E MAGENTINO-ABBIATENSE
IL PARCO del TICINO

Una positiva e utile esperienza di 40 anni messa in discussione dalla Giunta Formigoni.

In seguito alle disposizioni contenute nei meccanismi della legge finanziaria, alcuni enti locali tra cui il Parco del Ticino lombardo rischiano di essere svuotati di significato e funzioni.

Il Consorzio Lombardi Parco del Ticino infatti nella sua quarantennale storia ha rappresentato un valido risultato di coordinamento tra i 47 comuni e le 3 province nella corretta gestione condivisa di un’area naturale di valenza nazionale ed internazionale in un ambito fortemente antropizzato come quello lombardo, a pochi chilometri da Milano.

Con quanto proposto dalla giunta Formigoni, questo organo gestito in autonomia da un Consorzio formato dai comuni del suo territorio verrebbe trasformato di fatto in un ente sotto il controllo regionale, prevaricando una delle peculiarità tipiche che era appunto la condivisione e compartecipazione dei comuni.
Una delle eccellenze raggiunte dal Parco in questi anni è rappresentata dalla grande capacità progettuale, cioè di fare progetti di gestione ambientale sul territorio, nell’agricoltura, nella gestione dei boschi, nell’energia, questo patrimonio di conoscenze ed esperienze rischia di andare perduto sotto la scure di tagli finanziari che colpiscono certamente tutti gli enti locali ma che per le aree protette suonano molto come una fine definitiva.

Si passerebbe dalla valorizzazione dei Comuni e del sistema territorio ad una centralizzazione regionale.
I Comuni perderebbero il ruolo di indirizzo e di controllo e si troverebbero a svolgere di fatto un ruolo marginale rispetto ad un organismo fortemente svincolato dal territorio.
Tutto ciò rischia di accadere in un momento in cui è sempre più vicino il federalismo fiscale e vi è la necessità che i Comuni svolgano sempre più il ruolo di governance del territorio quindi con una visione più ampia,condivisa e rivolta a costruire sistemi, reti di servizi integrati, esperienze come è oggi quella del Parco.

I segnali che arrivano anche dai tagli operati in maniera massiccia (circa il 20%) provocano grande preoccupazione. Infatti l’annunciata riduzione da 12.000.000 a 10.000.000 di Euro delle risorse economiche destinate ai 24 Consorzi dei Parchi Lombardi e, nello specifico, quota parte al Consorzio del Parco del Ticino, sono tagli che mettono a rischio la possibilità di continuare a gestire questo Parco che è Patrimonio dell’UNESCO. Ci chiediamo si vuole investire e tutelare una così importante realtà? O si pensa che la tutela dell’ambiente e del territorio è come un surplus che in tempi di “magra” non ci si può permettere?

Noi crediamo che se si analizzano invece i dati in dettaglio si scopre che le aree protette possono rappresentare, se gestite con oculatezza e partecipazione condivisa, un volano per una economia che non solo è sostenibile, ma anche innovativa e vincente, si pensi alla possibilità di promuovere un turismo che coniuga ambiente, cultura, agricoltura di qualità, ristorazione che promuove i prodotti alimentari del territorio, e molte altre opportunità.
Noi del PD diciamo che le aree parco non sono un vincolo ma sono il valore aggiunto del proprio territorio e dei propri insediamenti, ed è per questo che in altri Paesi il territorio naturale viene conteggiato con un valore specifico nel calcolo del prodotto nazionale lordo.

Per tutto questo il PD è dalla parte dei cittadini, degli Amministratori del Parco del Ticino e dei Sindaci di questo territorio che, indipendentemente dal colore politico, stanno sostenendo le ragioni del Parco.
Il PD ritiene che la forma consortile è l'unica a poter garantire, con tutto quello che ne consegue, una reale rappresentatività dei Comuni e delle Province compresi nell'area del Parco del Ticino, sostenuta dal contributo economico versato annualmente dagli enti consorziati.

Il PD esprime la propria contrarietà alla trasformazione del Consorzio Parco del Ticino in Ente regionale e ai tagli delle risorse finanziarie destinate ai parchi.
IL PD ritiene che debba essere confermato il ruolo centrale dell'Assemblea dei Sindaci come organismo di indirizzo e controllo dell'attività del Parco stesso.
In un contesto nazionale ed internazionale che sempre più vede trasfomarsi e diminuire la propria capacità industriale e produttiva bisognerà obbligatoriamente inventare nuove forme di economia in combinazione con la gestione territoriale, sarebbe sbagliato e dannoso per tutti i nostri Comuni far cessare una lunga e lungimirante esperienza positiva.

Una scommessa certamente ambiziosa che deve vedere assolutamente, se vuole risultare vincente, un ruolo attivo della partecipazione gestionale dei Comuni e del Territorio.

Il Segretario della zona del Castanese Canio Trione

Il Segretario della zona Magentino-Abbiatense Marco Re

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